Le radici del giallo

Carlotto torna alla pubblicazione con Il Francese, fresco di stampa per Mondadori. Il Francese è un macrò, un magnaccia che gestisce un gruppo di prostitute di alto borgo.

O almeno, questa era l’immagine che si era faticosamente costruito, ma non era certo che i frequentatori della sua maison, anche i più assidui, avessero colto la differenza.

Ci tiene alle sue protette, il Francese. Vuole sempre che tutto sia ineccepibile e si sente un benefattore, dato che le donne che accettano di lavorare per lui sono ragazze universitarie che hanno bisogno di soldi o donne in crisi, altrimenti perse. È un uomo che si è fatto da sé, che si è messo in proprio, Toni Zanchetta, che ha deciso di costruirsi un personaggio unico nell’ambiente, più un esteta che un violento, un uomo con dei principi solidi.

La sua abilità consisteva nell’avvicinarle, nel recitare la parte dell’uomo che finalmente le capiva e nell’offrire una via d’uscita. La libertà dopotutto ha un prezzo. Sempre e comunque.

Carlotto si diverte a raccontare questo pezzo di mondo, i suoi codici inattaccabili, le perversioni dei clienti, i non-detti della vita delle donne della maison. Zanchetta vi appare, come spesso accade in questo tipo di letteratura, come un uomo a cui si finisce per affezionarsi, a patto di seguirne la logica, anche perché ne vediamo i pensieri, le spiegazioni delle sue scelte e i suoi dubbi, soprattutto, da quando una delle sue, Serena Perin alias Claire sparisce, e lui si ritrova a indagare le ragioni della

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