Olenekiano

…peu actifs, voraces, croqueurs de petites proies, rôdant sur le sable humide, protégés par une armure impénétrable, rois de la création à une époque où il suffisait d’être solidement charpenté pour obtenir le sceptre…
C. Flammarion, Le monde avant la création de l’homme

Pareva che fosse di Mazzarò perfino il sole che tramontava, e le cicale che ronzavano, e gli uccelli che andavano a rannicchiarsi col volo breve dietro le zolle, e il sibilo dell’assiolo nel bosco. Pareva che Mazzarò fosse disteso tutto grande per quanto era grande la terra, e che gli si camminasse sulla pancia.
G. Verga, La roba

Mia sorella Pinuccia è il tipo di parente che ti ritrovi sempre tra i piedi anche dopo che non ne hai più la necessità. In famiglie come la mia il tempo passato insieme è davvero poco; per di più nel nostro caso c’erano davvero troppi figli e mamma, l’unico genitore disponibile, ci ha badato un tanto al chilo e solo finché ha potuto, cioè per poco tempo. Ci siamo separati, io e i miei fratelli e sorelle, nella convinzione che non ci saremmo rivisti mai più. E così è stato tranne che per Pinuccia, che dopo qualche anno di vagabondaggio ha messo su casa proprio accanto a dove sto io.

«Bisogna che te ne vai, Pinuccia» le ho detto quando l’ho scoperto.

«Dimmi una sola ragione per cui dovrei farlo.»

«Qui comando io.»

«Fin . Da lì in poi comando io. Io sto a casa mia e tu a casa tua, vedrai che non ti

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Il primo viaggio

Questa question fec’io; e quei ‘Di rado
Incontra’, mi rispuose, ‘che di noi
Faccia il cammino alcun per qual io vado.
Ver è ch’altra fïata qua giù fui,
Congiurato da quella Eritto cruda
Che richiamava l’ombre a’ corpi sui.
Di poco era di me la carne nuda,
Ch’ella mi fece intrar dentro a quel muro,
Per trarne un spirto del cerchio di Giuda.
Quell’è il più basso loco e ’l più oscuro,
E ’l più lontan dal ciel che tutto gira:
Ben so ’l cammin; però ti fa sicuro.
Inf. IX 19–30

Da ormai tre o quattro anni Virgilio era morto. A essere onesti, dopo quella brutta insolazione – e col rottame di stomaco che si ritrovava – la cosa non gli era parsa strana, e una volta fatta, non si era scomposto più di tanto. Quando si trovava a discuterne con gli amici, ne parlava come di un fatto trascurabile. E non si poteva negare che quello che aveva imparato dopo morto era la vera notizia.

Quando fu richiamato tra i vivi era appunto morto da tre o quattro anni. Intendiamoci, tre o quattro anni per noi che viviamo nel tempo lineare: all’Inferno il tempo non esiste. La chiamata lo sorprese mentre pensava a tutt’altro. Appoggiato ad una roccia scaldata dalla timida luce del Limbo, all’ombra di un abete, si era perso in chiacchiere con altri romani e greci morti prima di lui, in particolare con Cornelia, la mamma dei Gracchi, seduta accanto ad un ruscello, la quale ad un certo punto disse:

«Publio, scusa se ti interrompo ma ti stanno a fare un incantesimo.»

«Ah

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Le priorità

Gabriel, thou hadst in Heaven the esteem of wise;
And such I held thee; but this question asked  
Puts me in doubt.
Milton, Paradise Lost IV 886–8

Tutto considerato, credo che il collasso dell’universo abbia avuto un certo effetto sulla mia vita. Prima pensavo che avrei dovuto viaggiare parecchio prima di trovare un posto dove fermarmi. Adesso non c’è dubbio che mi troverò un lavoro vicino a casa, intendo sul mio pianeta. Non c’è alternativa, d’altronde.

Non sono un fisico come Lily, quindi non mi sono mai tenuto aggiornato sulle teorie scientifiche sul destino finale dell’universo – la morte termica, il big crunch, l’accelerazione infinita, eccetera. E tutto sommato andava bene così, perché quando poi l’universo è effettivamente morto, è successo in modo completamente diverso da come ci aspettavamo. È stato come lo spegnersi di un interruttore: clic – acceso, clac – spento. Un secondo prima c’era una struttura schiumosa di materia vasta novanta miliardi di anni luce, composta perlopiù da idrogeno e intervallata da immense aree di materia oscura, organizzata in filamenti galattici che si raggrumavano e orbitavano l’uno attorno all’altro. Un secondo dopo c’eravamo solo noi e il resto era scomparso.

Oddio, non proprio solo noi. È saltato fuori che qualche astronave che in quel momento viaggiava ad una certa distanza da soli o pianeti, nello spazio profondo, l’ha scampata. Ma parliamo di una manciata di vascelli, letteralmente abbandonati a sé stessi nel nulla. Qualcuno è riuscito a intercettare il nostro messaggio e arrivare fino a noi; chi non c’è riuscito, non so proprio che fine abbia fatto.

Quando dico “noi” intendo il mio pianeta, che abbiamo ribattezzato Finale, e la

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