Il bisogno e la necessità

Demetrio Paolin torna in libreria nella serie Tetra con Il bisogno e la necessità, un testo che esplora ancora una volta tematiche care allo scrittore torinese: la morale, la morte, l’Io, spingendosi ancora più oltre, se possibile, rispetto ai suoi lavori precedenti, in modo, si potrebbe dire quindi, enfatizzato, più esposto. Sin dal titolo si intuisce di avere di fronte un intento di esplorazione dei due concetti che hanno uno speciale punto di contatto sia con la filosofia sia con la quotidianità, e la scrittura di Paolin è in questo senso analitica, fredda, ai limiti dell’ossessività.

Del resto però l’autore dimostra un senso di spaesamento, di timore del sapere e dell’essere allo stesso tempo. La sua presenza è una partecipazione dal buco della serratura, un restare sulla soglia che si svela più volte lungo il testo e che trova forse il suo compimento nel personaggio di Demetrio, una figura del tutto irrisoria ma in un certo senso determinante, un inserto ambiguamente autofinzionale in un personaggio giovane che assume le sembianze di Angelo della Salvezza: la salvezza, del resto, altro punto cardine della poetica di Paolin, da sempre interessato al complesso e fertile rapporto fra Dio, morte, vita, dolore e ovviamente letteratura.

Paolin pare voler giocare con questo sguardo defilato sin da subito, con questo sottrarsi dell’Io. Il testo si apre infatti curiosamente con un verbo essere alla terza persona singolare immediatamente seguito da una lunga parentesi descrittiva di elementi che ritroveremo più oltre. Alla chiusura della parentesi ci aspetta però una sorpresa, poiché troviamo le parole «questa cosa» scritte in corsivo, ma ancora seguite da una seconda, lunga

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