La realtà con i filtri

Hanna Bervoets scrive un racconto studiato per rappresentare un’epoca industriale in via di definizione: il digitale. Lo fa, come precisa alla fine del libro in una nota, raccogliendo materiale sulle condizioni di lavoro dei “moderatori di contenuti digitali”. La storia, romanzo breve edito da Mondadori, inizia rivolgendosi all’avvocato insistente, Stetic, destinatario della lunga confessione. I dipendenti di un’azienda subappaltatrice lavorano per un datore di lavoro innominabile, social media di dimensioni globali: devono selezionare la qualità dei contenuti, l’accettabile socialmente. Se

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La scintilla necessaria

Dopo la pubblicazione del romanzo Quasi una vita, in libreria nel 2008 con Feltrinelli, Chiara Tozzi, scrittrice e psicologa analista, nonché docente di sceneggiatura, torna sulla scena editoriale con un romanzo fresco, differente, ma ugualmente introspettivo e consapevole. Oltre che autrice di racconti e romanzi, Tozzi si occupa anche della redazione di sceneggiature per cinema, teatro, radio e televisione. Ed è così che la tensione è assicurata, nel passaggio da un capitolo all’altro, come si trattasse della rappresentazione di scene

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L’anno del bradipo

In L’anno del bradipo, uscito per Inschibboleth nel 2021, Domenico Calcaterra raccoglie i suoi pensieri sulle esperienze di critica letteraria. In quello che lui stesso definisce un journal, giorno dopo giorno intreccia un discorso autobiografico dove alla critica intesa come meditazione sui metodi e sugli autori si aggiunge il privato: la memoria del padre e le sue esperienze con il volo, la storia dell’arte, il recupero di certi autori minori del ‘900 e anche dell’800, il rapporto con i social

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Sfondate la porta ed entrate nella stanza buia

Il libro, agile, ci introduce nell’estate 1981, in quella provincia italiana tra famiglie che inseguono ancora un ideale di benessere senza sapere che il fallimento li sta tenendo d’occhio e  bambini che giocano liberi, molto più liberi di oggi, quando era scontato che un bambino tornasse a casa da solo per 150 metri di strada di campagna, quando, più precisamente, Alfredino Rampi finì in quel famigerato pozzo e perse la vita in diretta TV, assurgendo a simbolo incondizionato di tutto

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Il cannocchiale del tenente Dumont

Realismo, storia, paesaggio, guerra. 1800. La Liguria. Tre disertori dell’esercito di Napoleone. Una scrittura che vive di pensieri brevi, costruiti da fonti integralmente riportate e di scarti improvvisi, come un bagliore che si muove rapido in direzioni sempre impreviste in una fuga eterna e disperata, in un gioco di inseguimenti e di sguardi di chi vuole la libertà a ogni costo, di sovvertire ciò che meno può essere messo in discussione. Così i personaggi, privi del loro esercito, in fuga

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