Caccia allo Strega

Con un paragone neanche troppo dissacrante potremmo dire che il Premio Strega è il Festival di Sanremo della letteratura. Ormai più brand immediatamente riconoscibili che premi, eventi più mediatici che musicali o letterati, tendono a far baccano intorno a sé e quindi a calamitare l’attenzione (compresa quella di chi si dichiara non interessato). Offrono infiniti spunti per commenti, riflessioni e – soprattutto – polemiche. Sono, del resto, proprio le polemiche la più indubitabile dimostrazione della rilevanza che queste istituzioni hanno assunto. E se spesso si dice che Sanremo è occasione privilegiata per osservare uno spaccato esaustivo della cultura popolare italiana, lo stesso può valere per lo Strega per quel riguarda il mondo letterario-editoriale.

Non per nulla un critico e studioso acuto come Gianluigi Simonetti ha scelto il premio Strega come terreno su cui edificare un interessante saggio di sociologia della letteratura: Caccia allo Strega. Anatomia di un premio letterario, edito da Nottetempo. Simonetti non è nuovo a questo tipo di approccio allo studio letterario: nel 2018 aveva già pubblicato per Il Mulino La letteratura circostante, un libro che tracciava una mappa della letteratura italiana contemporanea, non con l’obiettivo di individuare le migliori opere degli ultimi anni, bensì con l’intento di analizzare la produzione media (e talvolta anche mediocre) ma di successo, individuarne le tendenze, per capire perché oggi si scrive quello che si scrive e si legge quello che si legge. Nella consapevolezza che per rispondere a queste domande non ci si può limitare alla ricerca e allo studio dei valori letterari (spesso e volentieri latitanti, del resto) delle opere prese in considerazione, ma bisogna anche guardare a quello

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I vincitori del Costa Smeralda

Di seguito, i vincitori dell’edizione 2023 del Premio Costa Smeralda, con relative motivazioni.

Sezione Narrativa: La fortuna, Valeria Parrella, Feltrinelli

Motivazione: Abitare la forma breve è un atto letterariamente altissimo. Significa, quando prodotto ai massimi livelli, attraversare quel territorio fra prosa, poesia e teatro, tra narrativa, lirica e rappresentazione, che davvero pochi autori sono, e sono stati, attrezzati a percorrere. Un cammino spesso accidentato perché necessita di competenze e di talenti non sempre simultanei nello stesso autore. Si tratta dunque di una tendenza specifica a misurare parole, suoni, metri e a metterla al servizio di un’evocazione, di una narrazione. L’ultima opera di Valeria Parrella, La Fortuna, da questo punto di vista, e non solo, è assolutamente emblematico. Premiamo con questo nostro riconoscimento il suo lavoro coerente, e costante nel tempo, sulla parola come unità di misura aurea; il traguardo di aver prodotto una scrittura che, nella sua concentrazione, nella sua stratificazione, ha alzato esponenzialmente il grado di letteratura percepita, senza mai aver dimenticato il piacere della lettura.

Sezione Saggistica: Cronache dal disordine, Teresa Cremisi, La nave di Teseo

Motivazione: Cronache dal Disordine di Teresa Cremisi è un libro avventuroso. Si sarebbe detto, anni fa, quando le parole avevano più di un senso, un libro di occasione. L’occasione è una rubrica intitolata Ma tasse de café che Cremisi tiene settimanalmente dal 2018 su Le Journal du Dimanche. Settimana per settimana, l’autrice, avventurosamente, segnala una qualche incoerenza, una qualche increspatura nel flusso delle cose. Spezza laddove il coro tragico direbbe tieni insieme. Se il flusso di coscienza collettivo diventa, e in effetti è, un torrente privo di senso, l’unico modo che chi scrive ha

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1889

Régis Jauffret si confronta con il limite della storia e se possibile lo porta ancora più lontano. Scrive un romanzo storico dove la storia emerge da ambientazione, luoghi e personaggi. E tempi. Il 1889 non è un anno qualsiasi né un anno scelto per una questione commemorativa. Il 1889 diventa suo malgrado l’anno dell’inizio della storia e del male. Dunque la storia cammina, verso la filosofia e il senso dell’umanità, attraverso un racconto prosaico, quotidiano e normalizzato. 1889 è la scelta di raccontare dei genitori di Hitler, che risponde a un’esigenza precisa, che è sia quella di indagare ancora su ciò che consideriamo universalmente il punto più alto del male, sia quella di ragionare sulla natura umana nei suoi rapporti e condizionamenti con l’ambiente sociale, in questo caso l’Austria di Braunau Am Inn, dentro la casa dove vivono i due protagonisti, il padre e la madre del futuro dittatore. Anche questo rientra nella complessità del tema trattato, dato che noi non vediamo mai Adolf se non nell’immaginazione della mamma che lo porta in grembo per i nove mesi in cui è ambientata questa storia. Jauffret sceglie di raccontarla consapevole dei rischi che corre, scrivendo una postfazione nella quale specifica: «I fatti e le parole citati che hanno un rapporto anche lontano con la Shoah corrispondono alla verità storica. […] Per contro, documenti e testimonianze sulla vita dei protagonisti di questa storia sono rari. […] E la finzione ha dato corpo al libro che, per questo, appartiene pienamente al genere romanzesco».

Un modo classico, naturalistico, di scrivere un romanzo, fatto di invenzioni quotidiane che si ergono ad alludere, a rappresentare, a condividere con il

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Il Premio Costa Smeralda

Domani si tiene in Sardegna, nella meravigliosa scenografia di Porto Cervo, la finale del premio letterario Costa Smeralda, dedicato alla narrativa e alla saggistica. Già vincitore del riconoscimento internazionale è stato il ritorno di Emmanuel Carrère, con il suo V13, saggio edito da Adelphi. Presidente di giuria è Stefano Salis, giornalista e scrittore, responsabile della redazione Commenti del Sole 24 Ore, dove si occupa delle pagine culturali. In giuria, Chiara Valerio, Elena Loewenthal, Lina Bolzoni e Marcello Fois. A contendersi l’edizione 2023 sono – per la sezione Narrativa – Bruno Arpaia (Ma tu chi sei, Guanda), Valeria Parrella (La fortuna, Feltrinelli) e Andrea Canobbio (La traversata notturna, La nave di Teseo). Per la sezione Saggistica, Benedetta Tobagi (La Resistenza delle donne, Einaudi), Gaddabolario (a cura di Paola Italia, Carocci) e Teresa Cremisi (Cronache dal disordine, La nave di Teseo). Sul sito del premio è possibile conoscere meglio gli autori. Da Teresa Cremisi, editor di lungo corso che ha lavorato per Garzanti, Gallimard, Flammarion e oggi presidente della casa editrice Adelphi; a Benedetta Tobagi, giornalista e scrittrice, saggista di Storia contemporanea, che con La Resistenza delle donne affronta l’aspetto di genere del periodo più importante della storia recente, con un minuzioso lavoro di scoperta archivistica; al Gaddabolario, esperimento di saggistica applicato allo scrittore la cui opera Calvino descriveva nella misura di «romanzo contemporaneo come enciclopedia». A introdurre la categoria Narrativa della manifestazione può essere, invece, il realismo magico che ispira La fortuna di Valeria Parrella, già autrice di Almarina, Premio Flaiano per la narrativa. Oppure, a incuriosire può essere il

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