Lo scrittore del futuro

Oggi, quattordici anni fa, ci lasciava David Foster Wallace. Di seguito, l’incipit del romanzo La scopa del sistema.

Molte ragazze davvero belle hanno dei piedi davvero brutti, e Mindy Metalman non fa eccezione, pensa Lenore, all’improvviso. Sono piatti e lunghi, con le dita strombate e i mignoli afflitti da bottoni di una callosità giallognola che riappare a mo’ di battiscopa lungo i calcagni, e sul dosso dei piedi sbucano peluzzi neri arricciati, e lo smalto rosso è screpolato e si scrosta a boccoli per quant’è vecchio, mostrando qua e là striature bianchicce. Lenore se ne accorge solo perché Mindy si è chinata in avanti sulla sedia accanto al minifrigo per staccare dalle unghie dei piedi appunto un paio di fiocchi di smalto; i lembi dell’accappatoio si dischiudono su un generoso scorcio di scollatura, decisamente più sostanziosa di quella di Lenore, e lo spesso asciugamano bianco che cinge la chioma zuppa e shampizzata di Mindy si è allentato e una ciocca di capelli scuri è sgusciata tra le pieghe e scende leggiadra incorniciandole la guancia fin sul mento.

David Foster Wallace (Ithaca, 21 febbraio 1962 / Claremont, 12 settembre 2008) è stato scrittore e saggista, tra i più influenti autori americani di tutti i tempi. Ha scritto i romanzi La scopa del sistema, Infinite Jest e Il re pallido.

Tracce | Lo scrittore del futuro

Federico Di Gregorio è nato a Teramo nel 1985. Ha pubblicato il romanzo breve Le differenze (Delos Digital, 2017), oltre a diversi racconti per antologie e riviste letterarie. Ha fondato e cura Senzadieci. Ha una newsletter, Contromisura.

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