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Baise-moi maintenant

Faccio questo mestiere da un sacco di tempo, vedo i bambini sorridere quando colpiscono il bersaglio, arrivo la sera con un dolore tremendo agli occhi. Il furgoncino l’ha comprato mio padre in cambio di pollame, suini, soppressate. Erano gli anni ‘80, tutti avevano fatto il salto sociale, e mio padre era stanco di zappare e macellare. Così ci siamo messi a girare per feste, fiere; io erano più i giorni che non andavo a scuola che quelli in cui c’andavo,

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La dolce vita

Nel 1920, oggi, nasceva il regista Federico Fellini, maestro di realismo magico. Di seguito, un suo ragionamento e il libro di «segnacci». La censura è sempre uno strumento politico, non è certo uno strumento intellettuale. Strumento intellettuale è la critica, che presuppone la conoscenza di ciò che si giudica e combatte. Criticare non è distruggere, ma ricondurre un oggetto al giusto posto nel processo degli oggetti. Censurare è distruggere, o almeno opporsi al processo del reale. C’è una censura italiana che non

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Il primo viaggio

Questa question fec’io; e quei ‘Di radoIncontra’, mi rispuose, ‘che di noiFaccia il cammino alcun per qual io vado.Ver è ch’altra fïata qua giù fui,Congiurato da quella Eritto crudaChe richiamava l’ombre a’ corpi sui.Di poco era di me la carne nuda,Ch’ella mi fece intrar dentro a quel muro,Per trarne un spirto del cerchio di Giuda.Quell’è il più basso loco e ’l più oscuro,E ’l più lontan dal ciel che tutto gira:Ben so ’l cammin; però ti fa sicuro.Inf. IX 19–30

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L’egida di Narciso

La struttura caratteriale narcisistica è un contratto. Concetto per spiegare, nell’ambito del libro dello psicoanalista Christopher Bollas Tre caratteri, che Narciso di per sé non esiste. Centrali sono Eco, silente come punizione per l’eccessiva loquacità, e Narciso, giovane preso dal suo riflesso, il quale non riesce a fare a meno di distruggere la propria immagine. Eco è stata punita da Era, può ripetere solo ciò che gli altri le dicono. Incontra Narciso, si innamora della sua bellezza. Eco tace. Lui

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Corpomatto, intervista a Cristina Venneri

È uscito per Quodlibet, quest’anno, l’esordio di Cristina Venneri. Si chiama Corpomatto e abbiamo fatto quattro chiacchiere con l’autrice. Il romanzo sembra incarnare molti punti ricorrenti della letteratura contemporanea italiana. L’autofiction su tutti. Tuttavia a un certo punto scopriamo che la protagonista si chiama Marta, eppure si ha l’impressione che fra narratrice e autrice ci sia un rapporto di grande vicinanza. È così? Il romanzo è autobiografico, non c’è dubbio. Ma non volevo rientrare nel genere dell’autofiction. All’origine c’è la

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